IL RISCHIO RUMORE


Il suono è una forma di energia che si propaga sotto forma di onde, l'orecchio umano percepisce queste onde di pressione sonora ed è in questo modo capace di svolgere la propria funzione uditiva.

L'orecchio è costituito da una parte esterna, detta padiglione auricolare, dove avviene un'amplificazione del suono che attraverso il condotto uditivo arriva alla membrana del timpano. Qui l'onda sonora fa vibrare la membrana che trasmette il movimento tramite una serie di ossicini (martello, incudine e staffa) alla coclea sotto forma di pressione, essendo questa riempita di liquido. La vibrazione viene percepita da cellule munite di ciglia vibratili che stanno dentro la coclea, in queste cellule la vibrazione si trasforma in un impulso nervoso che viene portato al cervello mediante il nervo acustico. Le ciglia sono organi molto delicati, dopo prolungate compressioni si possono deformare perdendo elasticità e capacità di trasmissione fino alla sordità.

E' bene ricordare che tra le malattie professionali riconosciute, la sordità è sicuramente quella più diffusa, il rumore è quindi una fonte di rischio che merita particolare attenzione e rispetto alla quale si devono prendere adeguate misure di prevenzione.

Per misurare il rumore si devono impiegare fonometri in grado di avere una curva di risposta al suono come quella dell'uomo non lineare) e di distinguere le frequenze del suono in esame.

L'unità di misura del rumore è il decibel, facciamo alcuni esempi per dare un'idea dell'ordine di grandezza dei suoni:

  • stanza silenziosa 40 dBA

  • conversazione pacata 70 dBA

  • officina assemblaggi leggeri 80 dBA

  • motore di jet 120 dBA

La nostra normativa si è aggiornata in merito al rischio rumore con il recepimento delle direttive CEE nel Decreto Legge 277 del '91.

Tale decreto fissa in 90 decibel il limite massimo non superabile per una esposizione continuativa di otto ore,

ma soprattutto impone che il rumore sia combattuto alla fonte, che si adottino tutte le misure possibili per contenere i livelli di esposizione e che si effettui una adeguata opera di informazione degli esposti.

Nel settore agricolo la principale fonte di rischio è costituita dall'utilizzo di mezzi meccanici.

Livelli alti di esposizione sono tipici durante la guida di cingolati e trattori in genere, soprattutto se i mezzi utilizzati sono di vecchia generazione e quindi sprovvisti di idonee insonorizzazioni.

In questi casi è fondamentale mantenere i mezzi in buono stato di manutenzione e adottare le opportune misure di prevenzione come tenere il motore a basso numero di giri, non accendere il mezzo per più del tempo occorrente all'utilizzo, usare idonei mezzi di protezione dell'udito.

Addirittura spesso si superano i novanta decibel durante l'uso di motoseghe e decespugliatori.

Queste operazioni devono quindi essere condotte per un periodo di tempo inferiore alle otto ore, in modo da non superare la soglia di rischio di esposizione, essere intervallate da altre attività e condotte sempre con idonei mezzi di protezione.

Per quanto riguarda i controlli medici, valgono le prescrizioni generali, gli addetti alle lavorazioni agricole soggetti ad esposizioni superiori agli 85 decibel devono essere sottoposti a periodiche visite mediche come previsto dal decreto citato, quando l'esposizione è invece compresa tra gli 80 e gli 85 decibel, le visite mediche saranno effettuate solo su richiesta del soggetto esposto.

Il decibel è una grandezza logaritmica, di conseguenza è bene ricordare che la somma dei livelli sonori non segue le regole delle grandezze lineari, in Italia come in altri paesi europei dove gli strumenti lavorano con un fattore di scambio 3 una esposizione di 8 ore a 85 decibel ad esempio corrisponde ad una esposizione di 4 ore a 88 decibel (negli Stati Uniti è invece adottato un fattore di scambio 5 e di conseguenza 8 ore a 85 dBA corrispondono a 4 ore a 90 dBA).


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