RISCHI BIOLOGICI E TOSSICILOGICI COLLEGATI AI RIFIUTI


La inevitabile produzione di residui di lavorazione, pone 1a necessità di individuare accanto ad ogni ciclo di produzione primaria, anche un appropriato ciclo di smaltimento o riutilizzo per i rifiuti che si generano al fine di evitare i rischi biologici e tossicologici collegati.

Ad oggi abbiamo una legislazione che si è chiarita sulle vane possibilità di smaltimento o riutilizzo dei rifiuti e che ci permette di lavorare abbastanza serenamente.

Il conferimento, cioè la destinazione di ogni rifiuto, richiede sempre come atto iniziale la conoscenza della provenienza e dei componenti che caratterizzano il materiale in esame in modo da approdare innanzitutto ad una corretta classificazione dello stesso.

Se la classificazione e l'analisi dei componenti sono corrette, saranno corrette tutte le successive operazioni che ne originano: dallo stoccaggio, al trasporto, al conferimento in discarica, ali' impianto di depurazione o meglio al riutilizzo, ogni volta che ciò sia possibile.

La classificazione dei residui di origine agricola presenta le stesse necessità generali di tutti i rifiuti.

Le tipologie principali dei residui che si presentano in queste attività sono costituite da contenitori e imballaggi, rottamazioni varie di utensili e macchine, oli lubrificanti da manutenzione macchine, residui vegetali da potature e lavorazioni.

Laddove ci sono anche allevamenti animali si devono aggiungere i residui di pulizia dei locali di soggiorno degli animali e le eventuali carcasse o resti delle stesse.

Merita particolare attenzione il trattamento degli imballaggi e dei contenitori in quanto essendo questi prodotti originati spesso dall'utilizzo di sostanze pericolose in essi contenute possono generare un rischio di esposizione a composti tossici. E' buona norma innanzitutto utilizzare completamente il prodotto di ogni contenitore, e successivamente predisporre un adeguato sito per la raccolta dei vuoti in attesa del conferimento a trasportatore autorizzato.

La raccolta deve essere fatta in luogo coperto, non accessibile a bambini od animali e con protezione da possibilità di contaminazione del suolo circostante in caso di piogge o dilavamenti.

Da questo sito di raccolta sarà effettuato il campionamento per la classificazione del rifiuto prima del conferimento a terzi.

Se l'utilizzo dei prodotti è stato corretto, gli imballaggi sono quasi sempre rifiuti speciali con eluato idoneo a smaltimento in discarica di tipo ZB.

Occorre comunque trattare con opportune attenzioni i materiali che hanno contenuto fitofarmaci in quanto in questi casi anche basse contaminazioni residue possono talvolta portare ad un rifiuto tossico e nocivo; per evitare che questo accada è opportuno approntare caso per caso un adeguato trattamento di lavaggio dei contenitori e recupero del contenuto.

La bontà della operazione di recupero , del contenuto può facilmente essere convalidata con idonea analisi chimica.

Per quanto riguarda i resti di rottamazioni varie, le attività agricole non presentano particolari problemi in quanto i materiali ferrosi che si originano non hanno subito contaminazioni e possono agevolmente essere conferiti a stoccaggi provvisori come materiali destinati a1 riutilizzo.

Altrettanto agevole risulta il conferimento dei liquidi lubrificanti per i quali la destinazione finale è il Consorzio obbligatorio degli oli usati al quale accedono tutti gli smaltitori autorizzati.

In presenza di oli diversa provenienza (diatermici da trasformatori ecc.) si dovrebbero ovviamente prendere adeguate misure per verificare le eventuali contaminazioni da tossici.

Un discorso a parte deve essere fatto in generale per tutti i residui vegetali o animali, che possono generare un rischio di esposizione ad agenti biologici.

Quando tali residui non sono riutilizzati all'interno dello stesso insediamento di produzione per le comuni pratiche agricole (concimazioni ecc.) costituiscono a tutti gli effetti un rifiuto o un residuo da trattare come tale.

Essi 'possono essere inviati allo smaltimento. come rifiuti speciali, ma possono anche essere riutilizzati in un "ciclo di combustione per la produzione di energia" o in un "processo produttivo".

Le caratteristiche dell'impianto e le condizioni di utilizzo per tali combustibili non convenzionali sono riportate nell'allegato 1 al decreto del 16/01/96 e sono essenzialmente volte a garantire il rispetto dei limiti delle emissioni in atmosfera (DPR 203 e seguenti).

Si riassumono le varie tipologie di interesse del citato allegato:

  • Sottoprodotti Sottoprodotti e residui di lavorazioni agricole
    (cereali, leguminose da granella, piante oleaginose, sarmenti di vite, residui di potature, residui da estrazione forestale, stocchi e tutoli di mais, steli di sorgo, di tabacco, di girasole, di canapa, di cisto, ecc.)

  • Sanse esauste ed affini

  • Vinacce esauste, vinaccioli, farina di vinaccioloderivante da impianti di estrazione di olio di vinaccioli, residui di frutta, buccette e altri residui vegetali derivanti da impianti dell'industria distillatoria per estrazione di alcoli, dell'industria enologica e ortofrutticola, acquaviti di vinaccia e di frutta e da impianti per l'estrazione del succo di frutta e affini

  • Pollina (residuo organico avicolo proveniente da allevamenti costituito da escrementi del pollame e materiale lettiero a base vegetale)

  • Residui della lavorazione del tabacco

Le condizioni di riutilizzo dei residui dell'industria agroalimentare in un ciclo produttivo figurano al punto 17 del D.M. 05/09/94, esse riguardano:

  • Residui di agenti decoloranti coadiuvanti di decolorazione di olii e grassi (terre e farine fossili)

  • Morchie, fecce e fondami di serbatoi di stoccaggio

  • Carte esauste da filtrazione oli

  • Rottami e sfridi di mangime per uso zootecnico

  • Foglie di the esauste

  • Tartaro granulare

  • Vinacce e fecce di vino
Fino ad oggi inoltre i residui delle lavorazioni agricole sono stati esclusi dal campo di applicazione delle norme che disciplinano le attività finalizzate al riutilizzo.

Questo ovviamente facilita le operazioni generali di trattamento di questi residui in quanto le operazioni inerenti la tenuta dei registri di carico e scarico, di comunicazioni annuali ecc. risulteranno necessari soltanto quando tali residui vegetali sono conferiti come rifiuti.


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